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Rifondazione: Bologna: ucciso Abderrahim Fakir, muore ammanettato. L’ICE è attiva

L’Italia di Meloni copia gli Usa di Trump. Nel quartiere Pilastro di Bologna, avendo visto in “stato di agitazione” un cittadino marocchino, Abderrahim Fakir, agenti di polizia hanno reagito ammanettandolo con fascette di plastica e spruzzandogli addosso spray al peperoncino. Sono ancora ignote le ragioni ma l’uomo, 43 anni, ha inutilmente provato a chiedere aiuto, per poi accasciarsi privo di vita. I soccorsi si sono rivelati inutili. Abderrahim era già deceduto. Eccola la remigrazione e il pugno duro promesso. Libertà di colpire, senza problemi, le persone razzializzate la cui vita è considerata uno scarto. 25 anni fa, il 19 luglio, eravamo a Genova in decine di migliaia ad aprire le manifestazioni contro il G8 chiedendo libertà di movimento per le persone, oggi nella stessa data, accade che le vecchie e nuove modalità di repressione, uccidano chi ha il difetto di avere la pelle di un colore diverso e, per questo, divenire bersaglio di quella che, col Patto europeo migrazione e asilo e col regolamento deportazioni, recentemente approvati, potrà divenire l’ICE in Italia e in Europa. Vicini alla famiglia di Abderrahim non cesseremo mai di opporci alle svolte securitarie e suprematiste in atto.

Stefano Galieni, Responsabile nazionale Immigrazione, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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