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HomeComunicati StampaPrc: Acerbo a Cuba contro il blocco genocida. È una nuova Gaza

Prc: Acerbo a Cuba contro il blocco genocida. È una nuova Gaza

Contro il disumano blocco commerciale, economico e finanziario che sta strangolando Cuba da piú di 60 anni serve solidarietà. Per questo il segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, si recherá a La Habana il prossimo 6 agosto, in occasione del 24esimo incontro dei Partiti Comunisti e Operai, su invito del Partito Comunista di Cuba (PCC).

L’incontro sarà dedicato al tema: «Difendere e onorare l’eredità della Rivoluzione cubana nel centenario della nascita di Fidel Castro e consolidare la solidarietà con la Cuba socialista, rafforzando le azioni congiunte e unendo le forze per la pace e contro l’aggressione imperialista».

«Oggi più che mai bisogna essere solidali con Cuba che sta subendo un blocco genocida da parte del governo fascista di Trump e Rubio. Gli Stati Uniti hanno inasprito a livelli di disumanità mai visti il blocco illegale ripetutamente condannato dall’assemblea generale delle Nazioni Unite. Dopo il genocidio di Gaza gli USA lo stanno replicando su più di nove milioni di cubani con il blocco economico e energetico, che causa enormi sofferenze al popolo cubano. Ci sono 15.000 bambini e bambine che necessitano di operazioni e medicine, e non possono ottenerle a causa del blocco, 7000 container di merci sono bloccati nei porti del Caribe. La minaccia di intervento militare sempre più concreta», dichiara Maurizio Acerbo.

«La partecipazione a questo incontro», afferma Anna Camposampiero, responsabile nazionale Esteri di Rifondazione Comunista, «conferma lo storico legame del nostro partito con la rivoluzione cubana. Dal 29 di gennaio di quest’anno a Cuba non entra petrolio in virtú di una misura imposta dall’amministrazione statunitense. Nonostante Cuba abbia una produzione di energia da fonti rinnovabili che supera il 28% dell’intero fabbisogno, rimane un paese che dipende dal combustibile fossile. Immaginiamo cosa accadrebbe in Italia se da un giorno all’altro non dovessimo avere forniture energetiche».

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