L’imbarcazione dell’Ong Sea Watch – tedesca – è sotto sequestro perché si è rifiutata di collaborare con le autorità di Tripoli, quelle che proteggono trafficanti e criminali, tanto care alle autorità italiane. A detta del ns ministro dell’Interno sei persone soccorse in mare di cui tre minorenni, invece di raggiungere il porto autorizzato quello di Napoli, andavano consegnate ai carcerieri libici. Una vendetta contro il governo tedesco che, applicando il Patto europeo immigrazione e asilo, tanto voluto dalla destra italiana, si prepara a rimandare da noi coloro che hanno raggiunto parenti o amici in Germania non volendo restare nel bel paese. Quello tedesco è stato il primo, a ruota, uno ad uno, molti altri Paesi rimanderanno quelle/i che, in base anche al regolamento Dublino, devono fermarsi nel primo paese di approdo fra quelli UE. Una parte del mondo sedicente progressista ha, dopo la bufala di Ceuta, utilizzato le controindicazioni in Italia del Patto – il territorio italiano è uno dei più esposti – per fermarsi ad un’affermazione inaccettabile “Per colpa del governo arriveranno migliaia di persone”. Ma non viene in mente a nessuno che c’è bisogno di reale discontinuità per battere, anche su questo tema le destre nazionaliste e xenofobe? Chi intraprende una scelta dura come quella della migrazione forzata parte avendo un obiettivo, un Paese in cui ha parenti o amici che lo aiuteranno. Sono soggetti, non pacchi da spostare e tenere nel limbo in attesa della deportazione. Le nostre forze debbono dirlo con chiarezza: chi arriva in uno Stato UE, entra in Europa e deve poter andare dove ritiene di avere maggiori chance. Altro che vendette e minacce basate su egoismi nazionalisti.
Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Stefano Galieni, Responsabile immigrazione, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea




