Finalmente alla sbarra per caporalato tre imprenditori agricoli di Castellaneta (TA) con la grave accusa di caporalato esercitata sui braccianti agricoli immigrati pagati con sotto salario per più di 10/12 ore di lavoro giornaliero sotto il sole cocente senza nessuna pausa come previsto dalle leggi vigenti. Gli stessi lavoratori erano costretti a vivere in locali fatiscenti e dal loro salario i caporal padroni trattenevano alla fonte l’esoso affitto della catapecchia senza alcun servizio in cui erano costretti a vivere. Questa encomiabile azione di indagine dei carabinieri è stata possibile grazie soprattutto dalla denuncia dei lavoratori e dal sostegno sindacale e legale della FLAI CGIL. Una buona pratica sindacale che rivendica concretamente i diritti contrattuali dei braccianti assestando un duro colpo al sistema omertoso illegale di praticare il neo schiavismo nel comparto agricolo di tutto il territorio nazionale. Rifondazione Comunista sostiene la giusta azione dei lavoratori, della FLAI CGIL, della magistratura, dei carabinieri contro il sistema della illegalità in agricoltura.
Angelo Leo, Responsabile nazionale agricoltura
Stefano Galieni, Responsabile nazionale immigrazione, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea




