Da qualche giorno i e le docenti italiani possono aderire all’assicurazione sanitaria messa a disposizione dal ministero. L’intera operazione è però un papocchio che esprime perfettamente l’atteggiamento di questo governo – e del ministro Valditara, in particolare – nei confronti della scuola. In sostanza, si cerca di compensare lo sfascio della sanità pubblica, che colpisce con particolare asprezza una categoria, quella del personale scolastico, che negli ultimi dieci anni ha perso circa il 9% del salario reale, con uno strumento privatistico pagato in buona parte con le risorse che dovrebbero finanziare la stessa scuola! Come nei migliori giochi di prestigio, Valditara e soci prelevano da una tasca il denaro che poi mettono nell’altra. Il trucco però salta subito agli occhi, perché le condizioni offerte dalla polizza compensano in minima parte i problemi che quotidianamente si è costretti ad affrontare davanti a un malanno – liste d’attesa infinite, sovraffollamento dei pronto soccorso, presidi sanitari sempre meno diffusi sul territorio ecc. Certo, docenti e personale ATA si diranno “meglio che niente”, e non li si può biasimare; è piuttosto da censurare un governo che alimenta la frustrazione di una categoria che si percepisce sempre più abbandonata. E l’abbandono aumenterà, con fondi per la scuola sempre più scarsi, tanto più ora che si chiuderanno i rubinetti del PNRR.
Per Rifondazione Comunista la scuola è un pilastro della vita del paese. Ad essa vanno garantite risorse almeno pari alla media europea (4,8% del PIL, contro l’attuale 4% destinato dall’Italia); in particolare, è urgente un aumento delle retribuzioni del personale, oggi ai livelli più bassi d’Europa. Infine, per quel che riguarda i servizi sanitari, occorre ribadire che la nostra Costituzione sancisce che la salute è un diritto, non una merce acquistabile sul mercato. Prodotti finanziari non potranno mai garantire quello che un servizio pubblico efficiente e realmente universalistico può fare per fornire prevenzione e cure alla massa delle lavoratrici e dei lavoratori.
Salvatore Romeo, responsabile nazionale scuola di Rifondazione Comunista




