Le dichiarazioni di Guido Crosetto sui fatti di Milano sono gravissime. Il ministro della Difesa strumentalizza il disagio sociale e le proteste giovanili, evocando fantomatiche «guerre ibride» e regie straniere senza fornire alcuna prova, per giustificare una nuova militarizzazione della società.
Quando Crosetto equipara la necessità di contrastare l’influenza dei social a quella di costruire reti missilistiche e sistemi antidroni, emerge un disegno politico preciso: trasformare ogni conflitto sociale in una questione di sicurezza nazionale e mobilitare l’opinione pubblica alla preparazione della guerra.
È la stessa logica bellicista teorizzata da Alexander Karp, fondatore di Palantir, nel libro La repubblica tecnologica: mobilitare la società occidentale alla guerra e realizzare un nuovo «Progetto Manhattan» per il dominio statunitense dell’intelligenza artificiale militare.
Non possiamo accettare che il disagio sociale diventi il pretesto per subordinare democrazia, ricerca e tecnologia al complesso militare-industriale statunitense. L’Italia ha bisogno di pace, diritti e giustizia sociale, non di propaganda di guerra.
Maurizio Acerbo: Segretario Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea




