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CUBA: ACERBO (RIFONDAZIONE): “HO SCRITTO A TAJANI, ITALIA MANTENGA IL VOTO CONTRO IL BLOCCO USA”

«Ho inviato una lettera al ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, per chiedere che l’Italia mantenga la la posizione storicamente espressa e voti anche quest’anno a favore della risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che chiede la fine del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti a Cuba da più di 60 anni, in occasione della votazione prevista per il 28 ottobre».

È quanto dichiara Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea.

«L’Italia ha sempre votato a favore della risoluzione che chiede la fine del blocco statunitense contro Cuba. È importante che il nostro Paese mantenga questa posizione, coerente con i principi del multilateralismo e del rispetto del diritto internazionale.

Chiediamo al governo italiano di sostenere una posizione chiara a favore del diritto internazionale, del dialogo e della cooperazione tra i popoli, in coerenza con la posizione storicamente sostenuta dal nostro Paese nelle sedi internazionali», aggiunge Acerbo.

«Il blocco statunitense rappresenta da decenni una misura coercitiva che colpisce pesantemente la popolazione cubana, aggravando le difficoltà economiche e sociali dell’isola. È tempo di porre fine a una politica che penalizza un intero popolo e ostacola relazioni internazionali fondate sul rispetto reciproco e sulla sovranità dei Paesi.

Chiediamo quindi al governo italiano di confermare il voto favorevole alla risoluzione dell’ONU e di continuare a sostenere la richiesta di porre fine al blocco. Il rispetto del diritto internazionale e la difesa del multilateralismo devono tradursi in scelte concrete, senza doppi standard», conclude Acerbo.

di seguito si invia lettera inviata da Maurizio Acerbo al Ministro Tajani

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – SINISTRA EUROPEA

Al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
On. Antonio Tajani

Oggetto: Voto dell’Italia all’Assemblea generale dell’ONU sulla risoluzione per porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario contro Cuba

Ill.mo Signor Ministro,
alla vigilia della votazione all’Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla risoluzione presentata dalla Repubblica di Cuba per chiedere la fine del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti, prevista per il prossimo 28 ottobre, Rifondazione Comunista si rivolge a Lei per chiedere che l’Italia confermi il proprio voto favorevole, in coerenza con la posizione storicamente sostenuta dal nostro Paese nelle sedi internazionali.
Da oltre sessant’anni il popolo cubano subisce una politica di sanzioni che ha l’obiettivo dichiarato di condizionare le scelte sovrane del Paese e che, nei fatti, colpisce duramente le condizioni di vita della popolazione. L’inasprimento delle misure statunitensi, avviato il 29 gennaio scorso con il blocco energetico, insieme all’inserimento di Cuba nella lista degli Stati sponsor del terrorismo, aggrava ulteriormente le difficoltà economiche, limita l’accesso alle transazioni finanziarie internazionali e ostacola l’approvvigionamento di beni essenziali.
Le conseguenze ricadono innanzitutto sulle persone: sulla possibilità di garantire cure sanitarie, farmaci, forniture ospedaliere, energia elettrica, alimenti e servizi pubblici. È inaccettabile che una popolazione venga sottoposta a una pressione economica di questa portata nel tentativo di condizionare il proprio ordinamento politico e il diritto di decidere autonomamente il proprio futuro.
Per Rifondazione Comunista, il principio di autodeterminazione dei popoli non può essere subordinato agli interessi geopolitici di alcuna potenza. Il rispetto della sovranità nazionale, la non ingerenza negli affari interni degli Stati e la soluzione pacifica delle controversie sono principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite e devono essere applicati senza doppi standard.
Per questo riteniamo necessario che il Governo italiano si pronunci con chiarezza contro il blocco. Non si tratta soltanto di confermare una posizione diplomatica consolidata, ma di assumere una responsabilità politica concreta in difesa del diritto internazionale, della pace e della dignità di un popolo che da decenni resiste a misure coercitive unilaterali.
Il blocco, inoltre, non colpisce esclusivamente Cuba. La sua applicazione extraterritoriale penalizza anche imprese, organizzazioni e istituti finanziari di altri Paesi, compresi quelli europei, limitandone la libertà di intrattenere legittimi rapporti economici e di cooperazione con l’isola. È dunque anche nell’interesse dell’Italia e dell’Unione europea contrastare queste imposizioni e difendere la propria autonomia nelle relazioni internazionali.
Ricordiamo che Cuba ha sviluppato nel corso della propria storia una significativa esperienza di cooperazione internazionale, soprattutto in campo sanitario. L’impegno delle brigate mediche cubane e l’assistenza prestata all’Italia durante la pandemia, in particolare a Crema e Torino, costituiscono una testimonianza concreta dei legami di solidarietà che uniscono i nostri popoli e che meritano di essere rafforzati, non ostacolati.
Chiediamo pertanto al Governo italiano di votare a favore della risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite per la fine del blocco contro Cuba, respingendo ogni pressione volta a modificare una posizione fondata sul rispetto del diritto internazionale e sulla difesa dell’autodeterminazione dei popoli.
L’Italia deve contribuire alla costruzione di relazioni internazionali basate sulla cooperazione, sul dialogo e sul rispetto reciproco, anziché accettare politiche di coercizione economica che colpiscono indiscriminatamente la popolazione e aggravano le disuguaglianze.

Confidiamo che il Governo voglia raccogliere questo appello e confermare, con un voto favorevole, la tradizione di autonomia e di amicizia che ha caratterizzato i rapporti tra l’Italia e Cuba.

RingraziandoLa per l’attenzione, porgiamo distinti saluti.

Maurizio Acerbo,
Segretario Nazionale Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea

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