Sulla pagina fb ho pubblicato ieri sera estratti dal messaggio del 1983 del Presidente partigiano Sandro Pertini. Consiglio di rileggerlo. Io ero uno dei tanti giovani che erano andati quell’estate a Comiso a fare i blocchi nonviolenti contro l’installazione degli euromissili della NATO e che nell’autunno manifestarono in centinaia di migliaia a Roma e in tutte le capitali europee. Il vecchio partigiano, schierandosi di fatto contro il governo, disse che era dalla nostra parte. Quello di Pertini rimane un discorso attuale perchè anche allora eravamo accusati di essere dalla parte del nemico e anche per le parole inequivocabili contro l’allora presidente israeliano Sharon, un criminale dilettante rispetto a Netanyahu.
Mattarella si è ben guardato dal riconoscere il valore democratico delle piazze che si sono riempite, come non si vedeva da due decenni, per chiedere di fermare il genocidio a Gaza.
Siderale la distanza tra il messaggio di Pertini e quello di Mattarella di ieri sera. Non mi unisco al coro degli elogi anche se va detto che il Presidente della Repubblica non ci ha mandato di traverso il cenone di capodanno riaffermando di nuovo la necessità del riarmo e dell’aumento della spesa militare.
Anzi ha strizzato l’occhio ai sentimenti pacifisti della maggioranza degli italiani e alla Chiesa cattolica pronunciando la parola pace.
Ma mentre Papa Leone ha parlato contro il riarmo con parole chiare, il Presidente lo ha citato solo richiamando l’invito a ‘disarmare le parole’.
È positivo che il Presidente abbia aperto il messaggio invocando la pace ma se indica come coordinate la NATO e l’UE, cioè i ‘volenterosi’ che attivamente boicottano la trattativa e promuovono il riarmo, l’auspicio diventa poco credibile.
Non dovrebbe essere il richiamo al ripudio della guerra dell’articolo 11 a orientare la nostra Repubblica?
Il Presidente della Repubblica è il garante della Costituzione o quello della NATO e dell’Unione Europea che certo non lavorano per la pace?
Ci saremmo aspettati che finalmente il Presidente esprimesse la condanna dei crimini del governo israeliano, come fece Pertini dopo il massacro di Sabra e Chatila. Ancora una volta ha evitato.
Però ha definito ‘ripugnante’ chi non vuole la pace perchè si sente più forte. Si riferiva a Netanyahu o solo al nemico Putin?
Mattarella in questi tre anni non ha lesinato parole durissime contro la Russia, ma per Israele mai. Ricordo che la Corte Penale Internazionale ha ritenuto plausibile l’accusa di GENOCIDIO e ha aperto un procedimento nei confronti di Israele (l’analoga richiesta avanzata dall’Ucraina contro la Russia non è stata ritenuta fondata).
Più apprezzabile invece il discorso del Presidente rispetto all’80° della Repubblica e alla centralità dei diritti sociali.
Peccato che questo governo, come quelli che lo hanno preceduto da Maastricht in poi, li stia smantellando.
Su casa, sicurezza sul lavoro, salari, sanità le parole del Presidente sono condivisibili ma purtroppo la politica da tre decenni segue l’impostazione neoliberista dei trattati UE e non i principi costituzionali.
Lo Statuto dei Lavoratori è stato letteralmente smantellato come il servizio sanitario nazionale che non garantisce più il diritto a una sanità universale e gratuita, i piani casa si fanno per regalare cubature agli immobiliaristi non per fare case popolari, ecc.
La stessa potenza industriale del paese è in declino.
Con questo governo vengono anche attaccati e delegittimati il diritto di sciopero e il ruolo dei sindacati senza i quali non ci sarebbero state quelle conquiste che giustamente il Presidente ha elencato.
Il Presidente ha ricordato giustamente che la Repubblica è stata uno spartiacque ma ha dimenticato di nominare rispetto a cosa.
Era così difficile dire che la Repubblica è nata, come la Costituzione, dalla Resiatenza antifascista e che ha rappresentato uno spartiacque rispetto alla dittatura fascista?
Il Presidente ha invitato i giovani alla responsabilità, ma sarebbe stato meglio richiamare la politica al dovere di non condannarli alla precarietà e a evitare di costringerli di nuovo a emigrare come i loro nonni.
Nel formulare le mie critiche a Mattarella mi rendo conto che tra qualche anno potrei ritrovarmi a rimpiangere questo Presidente perchè potremmo ritrovarci Ignazio La Russa al Quirinale.
Concludendo: Mattarella ha invitato a seguire l’esempio della generazione che ha conquistato la Repubblica 80 anni fa. Ecco su questo sono d’accordo. Quelle generazioni hanno sconfitto il fascismo durante la Resistenza, marginalizzato la vecchia classe dirigente liberale che ai fascisti consegnò l’Italia, scioperato, occupato le terre e le fabbriche, lottato per una vita mentre ricostruivano il paese e scritto nero su bianco nella Costituzione che l’Italia ripudia la guerra.




