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HomeCultura e formazioneCulturaSciopero giornalisti, la solidarietà di Rifondazione Comunista

Sciopero giornalisti, la solidarietà di Rifondazione Comunista

Ancora una volta le giornaliste e i giornalisti sono costretti a scioperare per il rinnovo di un contratto di lavoro scaduto da più di 10 anni. Scendono in piazza oggi in tutte le maggiori città italiane e sciopereranno di nuovo il 16 aprile.
Gli editori dei giornali che – come si legge in un comunicato della Federazione della stampa – ricevono risorse milionarie dal Governo, non solo non rinnovano il contratto (“garantisce privilegi ormai insostenibili”), non solo non investono nelle loro aziende e nelle loro redazioni, ma al contrario incentivano in tutti i modi gli esodi dei giornalisti, i prepensionamenti a 62 anni, preferendo collaboratori a partita iva e sottopagati. Si snelliscono così le redazioni, si perdono le professionalità, non se ne formano di nuove e aumenta lo sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori.
Il cerchio così si chiude facilmente: aumenta il lavoro precario e il lavoro nero diminuiscono contemporaneamente l’autonomia e l’indipendenza dei giornalisti e la libertà di informare e di essere informati. Il risultato finale è il maggior controllo possibile sull’informazione e sulla comunicazione.

Controllo che ormai si cerca di esercitare direttamente anche tramite il dossieraggio, come è emerso di recente nella vicenda delle pressioni del Presidente della Regione Liguria Marco Bucci nei confronti della direzione e della redazione del Secolo XIX.
E il controllo si esercita anche cedendo la proprietà di testate a “imprenditori” stranieri. “La Repubblica”, come annunciato, è stata venduta a Theodore Kyriako, proprietario dell’impero mediatico greco Antenna Group, imprenditore impegnato fortemente anche nel settore navale e nel trasporto petrolifero. Vicino a Trump, socio, in alcune società, con il Fondo Sovrano Sauditaad Antenna Media srl,
E con il quotidiano è stato venduto tutto il gruppo Gedi: Radio Capital, Radio Deejay e Radio m2o, Huffington Post, National Geographic Italia, Limes e la concessionaria pubblicitaria Manzoni. Il tutto senza nessuna garanzia sui livelli occupazionali, sulla linea editoriale e sulla collocazione del giornale.
Antenna media srl si occuperà anche di produzione di documentari, cinema, produzione musicale, eventi, podcast. Non solo quindi controllo dell’informazione ma anche della produzione culturale e audiovisiva. E il cerchio si chiude ancora di più.
Siamo a fianco delle lotte delle giornaliste e dei giornalisti in difesa del loro lavoro, della loro indipendenza e della dignità della loro professione. Ma siamo anche al loro fianco perché la loro battaglia è anche la nostra: riguarda i diritti di tutti noi, riguarda il diritto fondamentale di ciascuna persona di poter accedere agli strumenti informativi e conoscitivi necessari alla formazione di un pensiero critico e autonomo.

Le guerre di questi anni e il genocidio del popolo palestinese ci hanno fatto toccare con mano l’importanza delle informazioni e delle immagini e il loro effetto sull’opinione pubblica. Ora che quelle informazioni e quelle immagini sono sparite, sembra scomparso anche il popolo palestinese e la sua tragedia.
Anche per questo saremo a Roma domani alla manifestazione nazionale contro tutti i “Re” e le loro guerre.

Stefania Brai, responsabile nazionale cultura Prc/Se

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