Rifondazione Comunista denuncia la diffusione sui social di notizie false su Abderrahim Fakir. Il tentativo evidente è quello di presentare la vittima come un delinquente e giustificare gli agenti. Mentre si infierisce sulla memoria di una vittima al telegiornale Rai regionale un servizio è stato cancellato a pochi minuti dalla messa in onda dal direttore di testata. Le destre da un lato si vantano della loro legge per lo scudo per gli agenti che in 6 minuti e 56 secondi hanno determinato la fine violenta e atroce di una vita e dall’altro si indignano per le indagini. In questo quadro il lordume contro Fakir viene rilanciato da un sindacato di destra della polizia, che dipinge Fakir come un pericoloso criminale. Gli agenti in questione, grazie al cosiddetto scudo penale (ddl sicurezza) non sono indagati. La vicenda in cui sono coinvolti anche 4 operatori sanitari è ora in un apposito registro ‘modello’ 45 bis. Qualora si comprovi che l’azione è stata dettata da necessità e urgenza, non si aprirà alcun processo. Si è arrivati persino a copiare e incollare la biografia di un altra persona per infangare la memoria di Fakir. La sua avvocata ha dimostrato che i piccoli reati in cui l’uomo è stato coinvolto risalivano alla gioventù e sono stati estinti già 14 anni fa. Fakir era un lavoratore terrorizzato dalla paura di essere deportato. E, comunque, avendo a terra una persona disarmata e in preda al panico, è lecito ucciderla tenendola inchiodata sull’asfalto rovente? Usare lo spray al peperoncino? Ammanettarlo quando era già probabilmente morto? Come se non bastasse, un corteo organizzato nel capoluogo emiliano per protestare contro l’omicidio è stato caricato. A prendere manganellate anche un giornalista che svolgeva il suo lavoro. La destra meloniana e salviniana da sempre si schiera a priori con gli agenti: lo ha fatto per la Diaz e Bolzaneto, per Cucchi, Magherini, Aldovrandi dimostrando di essere estranea allo stato di diritto, garantista solo quando difende i suoi esponenti accusati di corruzione o collusione con le mafie.
Non vogliamo l’ICE in Italia. Accertare le responsabilità degli agenti nella morte di Fakir è doveroso.
Grazie a chi è sceso in piazza ieri a Bologna al fianco dei familiari di Fakir.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Stefano Galieni, responsabile nazionale immigrazione, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea




