Oggi, 14 agosto 2026, sono 8 anni dalla strage del Ponte Morandi. Otto anni dalla morte di 43 persone. Otto anni di dolore per le loro famiglie e per una città, Genova, che non ha dimenticato.
Il nostro pensiero va alle vittime e ai loro familiari. Ma ricordare significa anche non rimuovere le responsabilità.
Quelle 43 vite spezzate non sono il frutto di una fatalità inevitabile. Sono il simbolo drammatico delle conseguenze di un sistema nel quale la sicurezza e la manutenzione possono essere subordinate alla ricerca del profitto.
Non nascondiamo la nostra rabbia verso chi ha trasformato infrastrutture fondamentali per la collettività in occasioni di profitto privato, verso una politica che ha costruito regole troppo spesso favorevoli ai concessionari e verso chi ancora oggi presenta la ripubblicizzazione delle autostrade come un’esagerazione ideologica.
La sicurezza non è una merce. La manutenzione non è un costo da comprimere. La vita delle persone viene prima dei profitti.
Per questo, a otto anni dal crollo, la nostra rabbia diventa ancora una volta una richiesta politica precisa: le autostrade devono tornare sotto il pieno controllo pubblico.
Giovanni Ferretti: Segretario provinciale di Rifondazione Comunista Genova
Jacopo Ricciardi: Segretario regionale ligure di Rifondazione Comunista




