“Un golpe contro la Carta, studiato per penalizzare solo il centrosinistra”
di Tommaso Rodano –
“Nessuno meglio di Giorgia Meloni dovrebbe sapere quanto sia abnorme la cifra di 450mila firme per presentarsi alle elezioni”. Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione comunista, ha buona memoria: “Nel 2013 Fratelli d’Italia ne raccolse circa 40mila, e neppure riuscì a essere presente in tutti i collegi. Alcune delle forze che oggi siedono in Parlamento, come Noi Moderati, hanno ottenuto meno voti delle firme che oggi si chiedono a chi sta fuori”.
È una norma incostituzionale?
Non ho dubbi, comprime il diritto a partecipare alle elezioni e determina una disparità clamorosa rispetto a chi è già in Parlamento. Non parliamo di una soglia di sbarramento, ma del diritto stesso di partecipare al voto. È un golpe che in sostanza introduce il premierato senza cambiare la Carta. A questo punto mettano il nome di Meloni sulla scheda con la croce già barrata .
Il governo sostiene l’esigenza di evitare un’eccessiva frammentazione.
Durante la Prima Repubblica, quando il livello della politica era molto più alto, Dc e Pci non impedivano a liberali, radicali o altre forze minori di presentarsi alle elezioni. In questi giorni tutti rendono omaggio a Emma Bonino, ma con regole del genere i radicali non sarebbero mai entrati in Parlamento. Se si introduce un premio così forte per chi vince, non si può invocare il rischio dell’ingovernabilità.
È anche una norma anti Vannacci?
Vannacci ha già dei parlamentari e dovrà raccogliere solo 1500 firme per collegio. La norma penalizza il centrosinistra: se le elezioni si giocano per uno o due punti, impedire a una forza di contribuire a una
coalizione può essere decisivo.
Se la legge resta questa, cosa farete?
La nostra opzione preferenziale è tornare a presentare il simbolo di Rifondazione in un fronte per la Costituzione. Chiederemo alle forze democratiche di aiutarci e valuteremo anche forme di aggregazione
con chi condivide alcune questioni fondamentali. Ma daremo battaglia soprattutto sul piano costituzionale. Spero che il presidente della Repubblica possa richiamare la maggioranza alla necessità di rispettare il diritto di partecipazione.




