Il governo Meloni passerà alla storia (o alla cronaca) come un produttore seriale di “decreti sicurezza”. Dall’ “anti rave” a oggi, in meno di 4 anni sono stati ben 5 i testi sfornati in materia tanto per dimostrare il piglio autoritario che anima l’azione dell’esecutivo. Aumentano i reati, i comportamenti che diventano punibili con carcere, ammende e azioni repressive, tutti rivolti verso i settori sociali più vulnerabili con particolare attenzione a cittadine/i migranti, persone che manifestano dissenso, uomini e donne che osano, pacificamente provare a difendere i propri diritti sanciti da un testo chiamato Costituzione su cui gli stessi autori dei decreti hanno giurato. L’ultimo, quello approvato – ovviamente con voto di fiducia – alla Camera ieri, conteneva anche un obbrobrio come quello del pagare i legali che, difendendo migranti a rischio di espulsione, riuscivano ad ottenere i rimpatri volontari. Ovvero pagare un legale per fare interessi contrari a quelli del proprio assistito. Si sono dovuti inventare, per bypassare questa violazione del diritto alla difesa un nuovo mini – decreto, che passerà all’esame del Senato la prossima settimana, in cui si corregge il testo votato con una pezza peggiore del buco. A beneficiare degli “aiuti di Stato” saranno anche i legali che non riusciranno a convincere gli assistiti a lasciare il Paese, i mediatori culturali, le organizzazioni che si occupano dei rimpatri. Il resto del decreto, già in atto e che diviene legge permetterà il fermo preventivo per chi partecipa a manifestazioni o assemblee, maggiori sanzioni sempre per le manifestazioni pubbliche, l’aumento dei Daspo, 33 chiodi in più per bloccare la vita nel Paese. Emblematico che tutto ciò avvenga a ridosso del 25 aprile, quella che intendono cancellare dal paese è la stessa legittimità della protesta come accadde nel ventennio di cui custodiscono la fiamma. Occorrerà non soccombere alle intimidazioni e garantire una ancor maggiore opposizione politica e sociale per cacciare questo governo. Il fascismo del XXI secolo ha forma nuova, ma rimane al servizio degli interessi del capitale, dei privilegi dei più ricchi e prepotenti.
Un fronte costituzionale è indispensabile per cacciarli alle prossime elezioni.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Stefano Galieni, responsabile nazionale immigrazione, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea




