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Rifondazione: in Spagna boom della regolarizzazione

È scaduto oggi il termine stabilito dal governo spagnolo per accedere alla regolarizzazione di uomini e donne migranti che non abbiano commesso reati gravi e che risultino presenti da prima del 31 dicembre 2025. Ci si attendevano 750 mila domande, ne sono giunte circa 1 milione e 300 mila e gli organismi preposti le vaglieranno una per una. Regolarizzazione significa diritto all’assistenza sanitaria, a reclamare un contratto di lavoro decente, a usufruire di diritti fondamentali senza rischiare di essere espulsi. Il governo spagnolo ha fatto da tempo questa scelta intelligente che ha visto crescere il pil, i salari e migliorare il welfare. Il provvedimento ha fatto indignare le destre spagnole, che intendono impugnarlo per farlo annullare e quelle europee, secondo cui gli effetti vanno in contrasto col piano migrazioni e asilo approvato il 12 giugno scorso. In Italia, quasi in contemporanea, si realizzano invece i piani attuativi per aumentare il numero dei centri per il rimpatrio – meglio chiamarla deportazione – e quelli per respingere in frontiera. Si getteranno centinaia di milioni di euro in propagandistici e xenofobi programmi repressivi di stampo trumpiano e contemporaneamente – alla faccia della sicurezza – si costringeranno centinaia di migliaia di persone ad una ancora maggiore invisibilità, al lavoro nero, al rischio di finire nelle reti della criminalità. Una scelta cinica, criminale ma anche totalmente inefficace. Chi oggi strepita di “remigrazione” dovrebbe spiegare dove trovare i 10 miliardi di euro per realizzarla e come potrebbe essere rimpiazzata la manodopera espulsa. Ma ai fascisti da sempre interessa la propaganda e non provvedimenti che garantiscano a chi lavora, contratti, tutele e diritti. Quella spagnola è una semplice lezione di buon senso e di chi pensa realmente al futuro del Paese. Chi governerà l’Italia in futuro si deve rendere conto che la regolarizzazione permanente è una condizione necessaria non solo per chi arriva ma per i diritti di chiunque viva del proprio lavoro.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Stefano Galieni, responsabile nazionale immigrazione, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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