Solo un governo di fascisti poteva approvare un emendamento che innalza ad almeno 450.000 il numero delle firme necessarie per presentarsi alle elezioni per i partiti attualmente non rappresentati in parlamento.
La riduzione da 700.000 a 450.000 è una presa in giro.
L’emendamento sembra scritto per impedire a Rifondazione Comunista o altre formazioni di presentarsi alle prossime elezioni costruendo un fronte costituzionale che possa sconfiggere la coalizione di destra nelle urne.
È una norma folle perchè è evidente che impone una soglia irraggiungibile mentre i partiti già presenti in parlamento dal 2025 sono esentati.
L’attentato alla democrazia costituzionale, in particolare al principio di uguaglianza formale davanti alla legge, si completerebbe con il favor castae perché dalla raccolta firme sarebbero totalmente o parzialmente esentati i partiti presenti in Parlamento.
Ci rivolgiamo al Presidente della Repubblica perchè intervenga di fronte alla palese incostituzionalità di una norma che crea una barriera illogica all’esercizio dei diritti democratici e per il palese contrasto con i diritti sanciti dagli articoli 48 e 51 della Costituzione.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Gianluca Schiavon, responsabile istituzioni del Partito della Rifondazione Comunista




