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Intervista al neosindaco di Molfetta, del Prc, vincitore col 67%

di Andrea Carugati, il manifesto –

Manuel Minervini: «La sinistra vince se fa se stessa, senza trasformismi»
«Dopo Mamdani a New York la conferma che c’è voglia di sinistra viene dalla vittoria del nostro compagno Manuel a Molfetta. Si può vincere coinvolgendo i giovani e il popolo del No con idee chiare e di sinistra», esulta il segretario di Rifondazione Maurizio Acerbo. A Molfetta vince col 67,47% Manuel Minervini, ingegnere di 36 anni, militante di Rifondazione alla guida di tutto il campo largo. Il Pd nazionale, per sostenerlo, ha commissariato la sezione locale dem che aveva deciso di sostenere il suo avversario Pietro Mastropasqua. (32,53%) «Una vittoria che segnala l’affermazione anche del nuovo corso del Pd, che ha scelto di costruire l’alleanza progressista dicendo no a trasformismi e ambiguità», dice il responsabile organizzazione Pd Igor Taruffi, che si è speso in prima persona.
Il neo sindaco, ancora incredulo per le proporzioni della vittoria, spiega al manifesto che «abbiamo vinto per la nostra credibilità, a Molfetta Rifondazione sta nelle strade da trent’anni a fare militanza, ha resistito alla deriva dei partiti liquidi, alle liste civiche senza colore che spolpano i partiti per perpetuare la stessa classe dirigente che si sposta da una parte e dall’altra per sopravvivere, come nell’ancien regime».

Come spiega questa vittoria?
Un progetto coerente e credibile di cambiamento, anche di rottura generazionale, ha fatto breccia in una città stanca di un notabilato che trasmetteva il potere di padre in figlio, sempre uguale a se stesso, che ha spolpato la città.

Lei infatti non ha vinto contro il centrodestra, che era fuori dal ballottaggio, ma contro un gruppo civico che governava da anni.
A Molfetta da anni erano saltati gli schemi classici della politica, aveva prevalso un progetto civico incolore che ricordava gli inizi del 900, con un rapporto diretto tra capibastone e clientes. Una dinamica tipicamente meridionale che ricorda gli scritti di Gaetano Salvemini. I poteri forti avevano una rappresentanza politica diretta, senza passare dai partiti. Sono andati avanti solo pochi settori: la speculazione edilizia e un welfare monopolistico con un solo attore pigliatutto. La nostra vittoria segna anche un prepotente ritorno della politica.

Perché, di fronte ad un sistema così oliato, i cittadini hanno scelto di cambiare?
Perché quel sistema è stato classe dominante ma non dirigente, la città si è impoverita, è rimasta fuori da un rilancio economico che la Puglia sta vivendo, anche città vicine a noi.

C’è anche un messaggio nazionale?
Qui abbiamo costruito un campo progressista doc, diverso dallo schema della Regione dove in maggioranza ci sono vari soggetti civici. Il perimetro della nostra alleanza non comprende transfughi della destra, nessun soggetto che ha cambiato casacca. La mia lista civica è fatta da persone dell’associazionismo di sinistra, da Emergency all’Anpi. Per la Puglia è una grossa novità. Abbiamo dimostrato che la sinistra può vincere facendo se stessa, rappresentando i ceti deboli, ma interloquendo anche con i ceti medi e produttivi. Se si è radicati sul territorio si vince anche con una proposta radicale.

Dunque non è vero che per vincere bisogna essere moderati?
Con questo livello di affluenza, per vincere è indispensabile riportare al voto chi si era rifugiato nell’astensione, con un lavoro profondo, strada per strada, e persone credibile ed empatiche. Bisogna unire radicalità e radicamento, non pensare che un candidato o una coalizione siano prodotti di marketing: per la comunicazione non mi sono rivolto ad un’agenzia, l’hanno fatta i militanti del Prc.

Quale ruolo ha svolto il Pd?
Schlein ha fatto un grande lavoro, ha commissariato il Pd locale che stava prendendo una direzione innaturale: un intervento provvidenziale. E il coraggio ha pagato: il commissario Alberto Losacco ha messo in piedi la lista in 5 giorni e hanno preso 3 consiglieri, riavvicinando al Pd elettori che si erano allontanati

Qual è la prima cosa che farà?
Recuperare gli spazi pubblici, a partire dalle spiagge, che oggi sono in gran parte privatizzate.

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