Dona con
HomeDipartimentiAmbiente - Beni comuniCatania, Rifondazione: "a Salvini chiediamo treni straordinari, non il ponte"

Catania, Rifondazione: “a Salvini chiediamo treni straordinari, non il ponte”

L’emergenza provocata dall’attività dell’Etna sta mettendo a dura prova il sistema dei trasporti siciliano. Centinaia di voli cancellati o dirottati, migliaia di passeggeri in difficoltà e collegamenti alternativi insufficienti stanno producendo disagi enormi proprio nel periodo di maggiore affluenza turistica.
L’Etna non è una sorpresa. È lì da sempre. La sua attività fa parte della realtà del territorio e, naturalmente, la sicurezza dei voli deve venire prima di tutto. La sorpresa, piuttosto, è trovarsi di fronte a un sistema dei trasporti così fragile da non riuscire a garantire alternative adeguate quando uno dei principali aeroporti del Paese entra in difficoltà. È in questa situazione che il Governo dovrebbe intervenire con una risposta straordinaria. Chiediamo al ministro Salvini di attivare immediatamente un piano nazionale di mobilità ferroviaria, con treni aggiuntivi e gratuiti dalle principali città italiane verso la Sicilia e con il potenziamento dei collegamenti ferroviari interni all’Isola. Roma, Napoli, Firenze, Bologna, Milano e gli altri principali nodi ferroviari devono essere collegati con servizi straordinari verso la Sicilia, coordinati con i collegamenti sullo Stretto e con la rete ferroviaria siciliana. L’obiettivo deve essere quello di ridurre al minimo i disagi per chi ha subito la cancellazione o il dirottamento del proprio volo e garantire un’alternativa pubblica a chi oggi rischia di rimanere bloccato. Chi ha perso un volo non può essere lasciato solo a cercare un’alternativa, spesso pagando prezzi esorbitanti o affrontando ore di attesa. In una situazione di emergenza lo Stato deve garantire il diritto alla mobilità e mettere a disposizione dei cittadini una rete di trasporto pubblico capace di assorbire, per quanto possibile, gli effetti della crisi. Mentre migliaia di persone sono alle prese con un problema immediato e concreto, il ministro Salvini continua a indicare il Ponte sullo Stretto e la TAV Torino-Lione come grandi priorità infrastrutturali del Paese.
Sono proprio queste le priorità che contestiamo. Non abbiamo bisogno di concentrare risorse pubbliche in grandi opere controverse e di lunghissima realizzazione mentre la rete ferroviaria ordinaria, il trasporto pubblico locale e i collegamenti nel Mezzogiorno continuano a presentare gravi carenze.
La vicenda di Catania mostra invece quali dovrebbero essere le vere priorità: potenziare il trasporto pubblico, rafforzare la rete ferroviaria, costruire collegamenti alternativi efficienti e rendere il sistema dei trasporti capace di resistere alle emergenze.
Il Mezzogiorno non ha bisogno soltanto di grandi opere da inaugurare tra anni, ha bisogno di infrastrutture che funzionino ogni giorno, siano accessibili a tutti e sappiano garantire la mobilità anche quando una parte della rete va in crisi. Per questo chiediamo al Governo di intervenire subito con treni straordinari, gratuiti e coordinati con la rete nazionale, per garantire un’alternativa concreta alle migliaia di persone coinvolte dalle cancellazioni. Meno grandi opere inutili. Più trasporto pubblico, più infrastrutture utili, più diritti.

Stefano Vento: responsabile nazionale ambiente e beni comuni di Rifondazione Comunista

Ultimi articoli