Trieste si risveglia il 2 novembre con una notizia spaventosa: una coppia di giovani migranti uccisa dal crollo di un solaio in Porto Vecchio. Una morte annunciata, prevista, allestita con cura. Già lo scorso inverno abbiamo contato diversi morti, in città e in altre località friulane. Questi due sono l’ennesima riprova di un sistema violento di respingimento e di omissione di soccorso. Oltre al rifiuto di aprire un centro di accoglienza per persone migranti in locali vicini alla stazione ferroviaria (l’ex mercato di Via Gioia, in ottime condizioni), veniamo a sapere dal Consorzio Italiano di solidarietà che “nel sistema di accoglienza pubblico decine di posti da mesi (al momento circa 70 posti) sono tenuti volutamente non occupati per spingere le persone alla disperazione. E si proibisce persino di dare loro da mangiare…” Tutto questo è tremendo e segno di chiara violenza politica. Il nostro pensiero va ai due giovani morti e a tutti coloro che vengono costretti a passare notti terribili in ambienti fatiscenti, con la morte in agguato. Superato il momento del dolore, del pianto e del raccoglimento, verrà quello delle responsabilità politiche, di fronte a un fenomeno migratorio dai numeri contenuti e del tutto gestibile. Ma questo non si vuole, gli “sciacalli” non vogliono. Occorreranno azioni politiche forti per mettere un termine a questo orrore annunciato, previsto, allestito con cura.
Stefano Galieni, Resp nazionale immigrazione
Gianluca Paciucci, Segretario federazione di Trieste, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea




