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Per il presente e il futuro di Rifondazione Comunista

di Rosa Rinaldi* –

La nota del segretario provinciale di Bergamo, Ezio Locatelli, diffusa e ripresa su alcuni siti e social, esprime una profonda scollatura dalla realtà materiale in cui la sinistra di alternativa si trova a operare oggi. Definire “Operazione Gattopardo” o “cedimento” una scelta di pura intelligenza tattica significa condannare il Partito all’irrilevanza e al suicidio politico per via burocratica.

Di seguito si precisano i punti fondamentali che smentiscono la lettura catastrofista del segretario di Bergamo:
Nessuna abiura, ma difesa dello spazio democratico: Il “prestito” parlamentare del senatore Andrea Crisanti non è un’adesione ideologica alla sua storia personale, di cui però apprezziamo molto il valore professionale e il contributo prezioso nella lotta per la sanità pubblica, né un via libera acritico alle politiche del Partito Democratico. È un escamotage tecnico e legittimo per aggirare le barriere antidemocratiche di una legge elettorale truffa, pensata appositamente dalle forze dominanti per cancellare la sinistra d’alternativa dal Parlamento. Ridurre le firme da 6.000 a 1.500 per circoscrizione non è una scorciatoia morale, ma l’unico modo per permettere a migliaia di militanti di concentrare le proprie forze sulla campagna politica anziché su un titanico e bloccante sforzo burocratico.

L’autonomia politica si difende sulle schede elettorali, non nell’isolamento: Locatelli denuncia il rischio di diventare una “lista di testimonianza” dentro il “Campo Largo”. La verità è opposta: restare fuori da ogni tribuna pubblica, non riuscire a presentare le liste o fermarsi allo zero virgola nell’isolamento più totale, equivale a trasformarsi in un circolo di dibattito autoreferenziale. Partecipare al confronto, anche aspro, dentro coalizioni larghe permette a Rifondazione Comunista di portare i temi della pace, del no al riarmo, della difesa dei salari e della sanità pubblica davanti a platee reali e popolari, condizionando il dibattito pubblico.

Coerenza con il mandato congressuale: Non vi è alcuna inversione a 180 gradi. Il documento congressuale citato ricordava giustamente che l’ingresso nel centrosinistra non è fine a sé stesso. Tuttavia, la Segreteria Nazionale, guidata da Maurizio Acerbo, sta agendo con la massima responsabilità politica per rispondere a una crisi di sistema eccezionale. Negare la flessibilità tattica di fronte a un quadro politico mutato significa confondere la coerenza strategica con l’immobilismo dogmatico.

Tale necessità e urgenza è stata comunicata come problema fondamentale nella relazione introduttiva del segretario all’ultimo Comitato Politico Nazionale, il testo con cui la si esplica, anche nelle sue modalità, è registrato.
Una scelta di responsabilità verso la nostra base che si fonda sulla militanza: Raccogliere quattrocentocinquantamila firme sotto il giogo di scadenze capestro avrebbe prosciugato le energie economiche e umane del Partito, col rischio concreto di fallire e sparire dalla competizione elettorale. Questa decisione protegge lo sforzo delle e dei militanti e garantisce che il simbolo di Rifondazione Comunista sia presente sulla scheda elettorale.

Il futuro di Rifondazione Comunista non si decide purificandosi dal mondo in una torre d’avorio, ma accettando “la sfida del fango nella politica reale”. La decisione definitiva, essendo questa una scelta che riguarda tutto il partito, sarà comunque sottoposta alla consultazione delle iscritte e degli iscritti.
Utilizzare i meccanismi parlamentari per garantire il diritto di tribuna alla classe operaia, ai pacifisti e agli antifascisti non è vergognoso: vergognoso sarebbe stato arrendersi senza nemmeno combattere.

*Presidente del CPN

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