La forza del Primo Maggio: i lavoratori si ribellano contro la guerra e l’austerità
Dichiarazione della Sinistra Europea
ampliare i diritti dei lavoratori. fermare la militarizzazione. combattere l’austerità.
In un mondo segnato da guerre e militarizzazione, da crescenti disuguaglianze e da un ordine economico che concentra la ricchezza nelle mani di una ristretta élite, la Sinistra Europea ribadisce che la pace, il dialogo e la diplomazia sono l’unica via dignitosa di fronte a coloro che alimentano la violenza e calpestano il diritto internazionale.
Il 1° maggio, lavoratori di tutte le nazioni, sindacati e partiti politici di sinistra di tutto il mondo, giovani, pensionati, uomini e donne manifestano per un mondo senza guerre e per la giustizia sociale.
Un’ondata massiccia di riarmo e austerità sta travolgendo l’Europa. La Sinistra Europea e i suoi partiti membri lanciano un appello alla resistenza.
Invitiamo a una grande mobilitazione per la manifestazione a Bruxelles del 14 giugno: WELFARE, NON GUERRA!
Di fronte a un sistema che sacrifica vite umane per salvaguardare i privilegi dello 0,1% più ricco, abbiamo urgente bisogno di un nuovo contratto sociale che restituisca il potere a coloro il cui lavoro mantiene in piedi la società. I lavoratori di tutte le nazioni si rifiutano di diventare nemici gli uni degli altri, mentre l’élite militare-industriale si arricchisce con i conflitti, facendo pressioni per guerre senza fine, vendendo armi a tutte le parti in causa e contando i miliardi ricavati dal sangue. I potenti creano odio per proteggere i propri profitti; il vero nemico del lavoratore non è un lavoratore straniero in una terra lontana, ma la macchina da guerra che sacrificherebbe entrambi per un bonus trimestrale. I lavoratori non possono e non devono sostenere le guerre di chi è al potere.
In un circolo vizioso di odio e violenza, l’estrema destra avanza a causa delle politiche neoliberiste e delle loro devastanti conseguenze sociali, nonché dell’incapacità della classe politica dominante di risolvere problemi strutturali come la transizione ecologica. L’estrema destra è forte se la sinistra è debole e divisa. Le forze reazionarie prosperano grazie al modello neoliberista che ha normalizzato la precarietà e trasformato lo sfruttamento in un motore economico.
Solo una sinistra unita, coordinata e determinata può fermare questo progetto autoritario che minaccia diritti, libertà e vite. La vera trasformazione nasce dai movimenti sociali, dalle lotte organizzate nei quartieri, nei luoghi di lavoro e negli spazi comunitari. I partiti devono agire da amplificatori. In questo contesto, i sindacati di classe si sono dimostrati la spina dorsale della resistenza. La loro presenza nelle piazze, ai tavoli delle trattative e nelle lotte quotidiane è stata decisiva. Sono la forza che protegge i lavoratori da un sistema intento a spremerli fino all’ultima goccia.
La classe lavoratrice è al plurale: diversificata, complessa, plasmata da disuguaglianze non casuali, ma strutturali. Le donne e i lavoratori appartenenti a minoranze razziali fanno parte del nucleo della classe lavoratrice sfruttata, poiché il patriarcato e il razzismo non sono incidenti del capitalismo contemporaneo, ma pilastri che lo sostengono. Qualsiasi progetto emancipatorio deve quindi essere antirazzista e femminista. Inoltre, i giovani di tutta Europa si rifiutano di accettare il mondo così com’è. Scendono in piazza, sfidano ciò che viene presentato come inevitabile ed ereditano le lotte delle generazioni precedenti: prima di tutto per dire no al ritorno della coscrizione obbligatoria nei loro paesi, ma anche per salvare le pensioni. Senza la loro energia, creatività e coraggio, nessuna vittoria sarà possibile.
In questa lotta, sono indispensabili:
l’unità della classe lavoratrice nella lotta contro il militarismo e l’estrema destra.
Un antirazzismo e un femminismo popolari capaci di affrontare la discriminazione in tutte le sue forme.
Un legame costante e vivo con i sindacati di classe, affinché la difesa dei diritti sociali diventi una pratica militante e quotidiana.
L’internazionalismo è la bussola che dà un senso al presente. Le mobilitazioni di massa in solidarietà con la Palestina, gli scioperi a Minneapolis contro le politiche dell’ICE e le proteste contro le guerre imperialiste nelle città europee dimostrano che la lotta è fondamentalmente una sola, anche se assume forme diverse. Ciascuno di questi movimenti si scontra con un sistema neoliberista, razzista e patriarcale che si fonda sulla guerra permanente e sull’ascesa dell’estrema destra per autosostenersi.
Questo 1° maggio, il Partito della Sinistra Europea ribadisce che la lotta dei lavoratori è viva. Rifiutiamo un presente costruito sulla disuguaglianza, la violenza e lo sfruttamento. Abbiamo il potere collettivo di cambiarlo. E finché l’organizzazione, la solidarietà e la determinazione resisteranno, nessuna forza ci impedirà di avanzare verso un mondo più giusto.





