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Rifondazione: Melonellum è un golpe

Il dibattito sulle preferenze rischia di offuscare la pericolosità del Melonellum.
Con l’approvazione alla Camera della legge elettorale e le aperture a Vannacci la destra si prepara a un vero e proprio golpe istituzionale.

Impossibile minimizzare il carattere eversivo e incostituzionale del Melonellum. Con questa legge truffa chi ottiene un voto in più ottiene una super maggioranza in entrambe le camere. Surrettiziamente si introduce di fatto il premierato senza formalmente modificare la Costituzione e quindi sottraendo al popolo il diritto di esprimersi in un referendum confermativo.

La repubblica parlamentare, voluta dai costituenti, viene definitivamente cancellata e lo si fa con una legge che distorce la rappresentanza e senza i contrappesi propri dei sistemi presidenzialisti.
Avremo un presidente del consiglio superpotente che potrà godere anche di una forte maggioranza in parlamento e scegliersi il prossimo Presidente della Repubblica. Il tutto senza aver ottenuto la maggioranza dei voti.

Gli eredi del fascismo e della P2 si preparano a smontare la Costituzione.

È necessaria una forte mobilitazione democratica per far comprendere nel paese la gravità della minaccia.

Come nel 1953 per fermare la legge truffa bisogna sconfiggere alle prossime elezioni la coalizione che l’ha imposta.

Si conferma la necessità di un fronte per la Costituzione per fermare questa deriva autoritaria.

Va ricordato che questa deriva è cominciata con la cancellazione della legge proporzionale che era un caposaldo della nostra democrazia.
Bisogna tornare al proporzionale puro che c’è in tanti paesi europei.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Gianluca Schiavon, responsabile istituzioni del Partito della Rifondazione Comunista

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